Categorie
Recensione

The Illusionist

Recensione: The Illusionist

The Illusionist narra le gesta (alquanto misere a dir la verità!) dell’illusionista Eishenheim, vissuto a Vienna nell’800. Il mago, diventato  famoso in ogni dove per i suoi prodigi, si attira le ire del principe ereditario d’Austria di cui ama la promessa sposa, nel più trito e classico dei cliché.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDThe Illusionist narra le gesta (alquanto misere a dir la verità!) dell’illusionista Eishenheim, vissuto a Vienna nell’800. Il mago, diventato  famoso in ogni dove per i suoi prodigi, si attira le ire del principe ereditario d’Austria di cui ama la promessa sposa, nel più trito e classico dei cliché. Il principe gli invidia i poteri  e l’amore della contessa Von Teschen, e ingaggerà con lui una battaglia personale che perderà, cadendo egli stesso nei trabocchetti delle illusioni del prestigiatore. Eishenheim è interpretato da uno stanco Edward Norton divenuto ormai una parodia di stesso. L’”ei fu un grande interprete” per l’occasione sfodera ben due espressioni facciali diverse: una truce e ispirata, e una da cane bastonato quando si perde dinanzi al cospetto della monoespressiva Jessica Biel, la contessa oggetto delle sue smanie. L’accanito principe cattivone è spettato in sorte a Rufus Sewell, un attore che ha abdicato le grandi pretese  ad appannaggio dei ruoli da caratterista piatti e ripetuti (da Padrona del suo Destino in poi non ha interpretato altro). Paul Giamatti (il poliziotto vicino al principe col compito di arrestare Heisenheim) è poi sempre uguale a se stesso, e pare definitivamente intrappolato nell’enologico ruolo del depresso alticcio, pieno di buone intenzioni ma povero di spina dorsale. Il film tira avanti sicuro e scorrevole, ma la noia avanza con l’incedere di una pellicola che appare in più punti già vista e assolutamente prevedibile. La fotografia calda e patinata non aiuta a restituire alcuna particolare suggestione che rievochi gli anni della narrazione, e artefizi come la dissolvenza a iride risultano didascalici e poco incisivi. I dialoghi incerti non sposano un linguaggio d’epoca “in costume” e non restano fedeli alla modernità, rimanendo così a cavallo fra un gergo e l’altro in una fastidiosa nube d’indecisione che ammanta l’intero film. L’opera è nell’insieme poco riuscita ( anche nel tentativo di finale a sorpresa, nei fatti visto e stravisto), degna di un palinsesto televisivo pomeridiano, mentre gli attori (in particolare Norton e Giamatti) sembrano non essere a loro agio alle prese con personaggi poveri di sfumature  e dalle potenzialità ridotte. Da segnalare il tentativo della colonna sonora di dare serietà, spessore e corpo ad un prodotto scarno e poco significativo. The Illusionist: da evitare.

Nota: di Roberta Monno
The Illusionist

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *